56) Engels. Tutto ci che nasce  degno di perire.
Engels ritiene che tutto sarebbe finito in una catastrofe cosmica
per legge di natura. Per lui di eterno non vi  che la materia, la
quale si muove in un eterno ciclo.
F. Engels, Dialettica della natura (vedi manuale pagine 59-60).

 Ma tutto ci che nasce  degno di perire. Potranno trascorrere
milioni di anni, potranno nascere e morire centinaia di migliaia
di generazioni; ma si avvicina inesorabile l'epoca in cui il
calore esausto del sole non riuscir pi a sciogliere i ghiacci
che avanzano dai poli: nella quale gli uomini, addensatisi sempre
pi attorno all'equatore, non troveranno alla fine neppur l
calore sufficiente per vivere; scompare via via fin l'ultima
traccia di vita organica: la terra - un corpo morto e freddo come
la luna - ruota in orbite sempre pi strette attorno al sole
ugualmente estinto ed infine precipita su di esso. Alcuni pianeti
l'hanno preceduta, altri la seguono; al posto del sistema solare -
armonicamente articolato, luminoso, caldo - ormai solo una sfera
morta e fredda prosegue il suo solitario cammino attraverso gli
spazi celesti. Ed anche agli altri sistemi della nostra galassia
accade, prima o poi, quello che accade al nostro sistema solare;
accade a tutte le altre innumerevoli galassie, anche a quelle la
cui luce non raggiunge mai la terra fin quando vive l'occhio di un
uomo per riceverla.
E quando un sistema solare compie il corso della sua vita e
soggiace al destino di tutto ci che  finito: la morte, che pi?
La morta spoglia del sole seguiter in eterno a trascorrere
attraverso gli spazi infiniti come morta spoglia?.
[...]
La materia si muove in un eterno ciclo. E' un ciclo che si
conclude in intervalli di tempo per i quali il nostro anno
terrestre non  assolutamente metro sufficiente; un ciclo, nel
quale il periodo dello sviluppo pi elevato - quello della vita
organica e anzi della stessa vita - occupa un posto ristretto
quanto lo spazio nel quale si fanno strada la vita e la coscienza;
un ciclo, nel quale tutte le manifestazioni della materia - sole o
nebulosa, animale o specie, combinazione o separazione chimica -
sono ugualmente caduche. In esso non vi  nulla di eterno se non
la materia che eternamente si trasforma, eternamente si muove, e
le leggi secondo le quali essa si trasforma e si muove. Ma per
quanto spesso, per quanto inflessibilmente questo ciclo si possa
compiere nello spazio e nel tempo; per quanti milioni di soli e di
terre possano nascere e perire; per quanto tempo possa trascorrere
finch su un solo pianeta di un sistema solare si stabiliscano
condizioni necessarie alla vita organica; per quanti innumerevoli
esseri organici debbano sorgere e scomparire prima che tra di essi
si sviluppino animali dotati di un cervello pensante e trovino per
un breve intervallo di tempo condizioni atte alla vita, per essere
poi anche essi distrutti senza piet, noi abbiamo la certezza che
la materia in tutti i suoi mutamenti rimane eternamente la stessa,
che nessuno dei suoi attributi pu mai andare perduto e che perci
essa deve di nuovo creare, in altro tempo e in altro luogo, il suo
pi alto frutto, lo spirito pensante, per quella stessa ferrea
necessit che porter alla scomparsa di esso sulla terra.
F. Engels, Dialettica della natura, Editori Riuniti, Roma, 1971 3,
pagine 51 e 54.
